Energia - cosa prevede l’accordo UE sui gasdotti da paesi terzi

GasdottoRaggiunto l’accordo europeo sulla stretta ai gasdotti che arrivano in Europa da Paesi terzi, come il progetto Nord Stream 2. La Commissione avrà il diritto di veto sugli accordi presi tra Stati UE ed extra-UE. 

Pacchetto energia - cosa prevedono gli accordi UE

Le istituzioni europee trovano un accordo sulla revisione della direttiva sul gas, fissando nuove regole per stabilire un quadro regolatorio per i gasdotti che hanno origine fuori dall'Europa prima di entrare sul territorio di uno stato membro.

Cosa prevede l’accordo

Le nuove regole - che devono ricevere l'ok finale da Parlamento e Stati membri, entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale UE - prevedono che si applichino a tutti i gasdotti, a prescindere dal territorio di origine, le regole europee in materia di gas e concorrenza, ovvero separazione tra gestori e fornitori, libertà di accesso alle infrastrutture e trasparenza sui prezzi.

Viene anche garantita la possibilità di esenzioni e deroghe da decidere entro un anno per i gasdotti già esistenti, ma a condizione che non vadano a danno della concorrenza sul mercato europeo.

La novità più importante è rappresentata dal ruolo della Commissione europea, che avrà una competenza esclusiva sugli accordi tra Paesi UE e Paesi terzi: spetterà quindi a Bruxelles valutare l'ok finale alle esenzioni alle regole UE sul gas proposte da uno stato membro e a prevalere sarà la sua decisione, anche se diversa da quella del Paese.

Un diritto di veto, quindi, che farà sì che gli stati membri, prima di firmare un qualsiasi accordo, ricevano preventivamente l'autorizzazione di Bruxelles.

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Il caso Nord Stream 2

Le nuove regole si applicano direttamente a uno dei progetti più discussi, il gasdotto Nord Stream 2 - il progetto gestito da un consorzio guidato dalla società del gas russo Gazprom che mira a costruire nuovi gasdotti che raddoppierebbero la capacità dell'attuale Nord Stream esistente tra la Russia e la Germania settentrionale.

Su iniziativa del Parlamento, che si è voluto tutelare proprio per il caso Nord Stream 2, è stato introdotto un articolo che prevede che “in nessuna circostanza” un accordo in corso d'opera debba portare al “ritardo nell'attuazione di questa direttiva”.

“Con l'intesa di oggi tutti i futuri gasdotti da Paesi non UE, incluso Nord Stream 2, dovranno rispettare le regole europee”, sottolinea il relatore Jerzy Buzek.

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