Decreto Crescita – aree crisi industriale, ok a riforma agevolazioni

Aree crisi industriale - Photo credit: Foto di Michael Gaida da Pixabay Pubblicato il provvedimento che dà attuazione alla riforma della legge 181 del 1989 per le aree di crisi industriale prevista dalla legge di conversione del decreto Crescita.

Non solo super ammortamento: gli incentivi nella legge di conversione del decreto crescita

La riforma semplifica le procedure con le quali le imprese potranno richiedere e ottenere le agevolazioni per gli interventi di riconversione e riqualificazione.

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Le agevolazioni per le aree di crisi industriale

La legge n. 181 del 15 maggio 1989 sostiene programmi di investimento per lo sviluppo imprenditoriale e la salvaguardia dei livelli occupazionali nelle aree colpite da crisi industriali e di settore.

Attualmente le agevolazioni sono destinate a imprese, società cooperative e società consortili che propongano programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione, con spese ammissibili non inferiori a 1,5 milioni di euro e che comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto dell'investimento.

Gli incentivi sono gestiti da Invitalia e sono concessi nella forma del finanziamento agevolato, fino al 50% delle spese ammissibili, e del contributo in conto impianti e dell’eventuale contributo diretto alla spesa, complessivamente per un importo non inferiore al 3% della spesa ammissibile.

La riforma della legge 181-89 nel decreto Crescita

La legge n. 58-2019, conversione del decreto Crescita, ha affidato al MISE il compito di rivedere il regime di aiuto per le aree di crisi per favorire l'innovazione tecnologica e per rendere lo strumento più attrattivo per le PMI.

Con il decreto adottato dal Ministero -  in corso di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale - si rende lo strumento più agevole e accessibile alle PMI e alle reti d’imprese, nonché più funzionale a investimenti strategici ad alto contenuto tecnologico e con forte impatto occupazionale nei territori interessati.

Le novità introdotte puntano ad ampliare la platea di imprese potenzialmente beneficiare, anche attraverso un abbassamento della soglia minima di investimento e procedure semplificate per l’accesso alle agevolazioni delle piccole imprese. Sono inoltre previste nuove tipologie di sostegno per favorire la formazione dei lavoratori.

L’obiettivo è infatti quello di garantire una più elevata qualità degli interventi di rilancio previsti per le aree di crisi industriale e favorire il reinserimento di lavoratori attualmente interessati da misure di sostegno al reddito.

“Il via libera definitivo a questa riforma completa il lavoro portato avanti in questi mesi dal MISE, anche attraverso un confronto costruttivo con le imprese e le associazioni di categoria, per rendere più operativo e funzionale questo strumento agevolativo. La priorità sarà quella di sostenere le PMI o le reti d’imprese che presenteranno progetti in grado di avviare una nuova fase industriale per queste aree e di creare nuove opportunità per i lavoratori presenti nei territori interessati”, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

Il MISE pubblicherà, in un prossimo provvedimento, le indicazioni sui criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni.

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Photo credit: Foto di Michael Gaida da Pixabay 

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