Startup - dal Fondo Garanzia PMI quasi un miliardo e mezzo di finanziamenti

Startup- szwerink via Foter.com / CC BY-SALe startup innovative hanno ricevuto finanziamenti bancari per oltre 1 miliardo di euro grazie al supporto del Fondo di Garanzia per le PMI. 

Startup – cresce il numero delle imprese costituite online

Il Ministero dello Sviluppo economico pubblica la ventesima edizione del rapporto sull’utilizzo del Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative.

La prima operazione verso una startup innovativa approvata dal Fondo di Garanzia per le PMI risale a settembre 2013. Da allora, il Fondo ha approvato 6.249 operazioni. Le startup innovative coinvolte sono in tutto 3.246 (1.289 hanno richiesto l’intervento per più di un’operazione) e l’ammontare complessivo dei finanziamenti potenzialmente mobilitati si avvicina al miliardo e mezzo di euro (1.403.379.479 euro).

Le operazioni effettive

Un’analisi esaustiva della performance dello strumento non può però ignorare che non tutte le operazioni autorizzate dal Fondo si traducono nell’effettiva erogazione di un prestito. Una volta ottenuta l’autorizzazione del Fondo, l’istituto di credito o confidi mantiene infatti una quota di discrezionalità sull’effettiva conclusione dell’operazione. 

Al 30 giugno 2019 le operazioni autorizzate dal Fondo ed effettivamente tradottesi nella concessione di un finanziamento sono in tutto 4.986, per complessivi 1.011.157.872 euro erogati.

Ne risulta che l’ammontare medio per singola operazione è pari a 203.217 euro, in lieve calo rispetto ai circa 206.254 euro registrati nella precedente edizione del rapporto (al 30 dicembre 2018). A seconda del loro stato di avanzamento, le operazioni risultate in un prestito possono essere distinte in tre categorie:

  • il prestito è stato concesso e risulta in regolare ammortamento. Si registrano 3.775 casi (60,4% del totale delle operazioni perfezionate), per un importo complessivo di 833.250.750 euro;
  • il prestito è stato estinto dall’impresa. Le operazioni in questione sono 940 (15%), per un totale di 110.019.658 euro. Si tratta nella grande maggioranza dei casi (84,9%) di finanziamenti a breve termine, ossia di durata pari o inferiore a 18 mesi, e di ammontare ridotto (in media 117mila euro);
  • il prestito è stato sì concesso, ma l’impresa non è stata in grado di restituirlo nei termini concordati: si tratta dunque di operazioni entrate in sofferenza, per cui è stato necessario richiedere l’effettiva attivazione della garanzia. Il 4,3% delle operazioni (271 casi) ricade in questa categoria: i prestiti coinvolti totalizzano 67.887.463 euro.

Le circa 1.260 operazioni che non hanno dato luogo all’erogazione di credito vanno ulteriormente distinte in due gruppi:

  • i prestiti o linee di credito che, nonostante l’approvazione del Fondo, non sono stati perfezionati, a causa del parere negativo da parte della banca o – non è escluso – della rinuncia da parte dell’impresa: queste operazioni sono in tutto 1.095, il 17,5% del totale;
  • l’accordo tra la banca e l’impresa è ancora in corso di perfezionamento: 213 operazioni (3,6%), tra cui una maggioranza di quelle autorizzate nel corso dell’ultimo trimestre, ricadono in questa categoria.

Al 30 giugno 2019 le startup innovative che hanno ottenuto credito bancario mediante l’intervento del Fondo di Garanzia sono 2.858; tra esse, 952 hanno ricevuto più di un prestito (ragion per cui il totale delle operazioni perfezionate, 4.986, è significativamente maggiore). In media, ciascuna startup coinvolta ha ottenuto, sull’arco di una o più operazioni, credito per oltre 350mila euro (353.799 euro), mentre l’ammontare medio per singola operazione erogata è pari a 202.799 euro, in lieve calo rispetto ai 203.217 euro registrati tre mesi fa.

Finanziamenti diretti e in controgaranzia, durata, ammontare medio

Un’ulteriore distinzione che si rende necessaria per un’analisi completa dell’impatto dello strumento è quella tra garanzie concesse in via diretta sul prestito erogato dalla banca e le operazioni effettuate in controgaranzia, con l’intervento di un confidi o di un altro fondo di garanzia.

Tra le 4.986 operazioni risultate nell’erogazione di un prestito, sono 375 quelle per cui è stata adottata la modalità di intervento con controgaranzia, il 7,5% del totale, per complessivi 40,9 milioni di euro mobilitati. L’importanza di questa modalità nell’economia complessiva dell’agevolazione è andata gradualmente riducendosi: nel 2019 solo il 6,7% dei prestiti garantiti ha visto l’intervento di un confidi, mentre fino al 2015 tale incidenza superava l’11%

Il tasso di utilizzo della controgaranzia è destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi mesi, alla luce delle novità introdotte dal decreto 34-2019, meglio noto come decreto Crescita. Se nei primi anni di vigenza della policy alcune regioni consentivano l’intervento del Fondo solo in controgaranzia, oggi questo orientamento è adottato dalla sola Regione Toscana e, per effetto della legge di conversione del decreto Crescita, non sarà più consentito a partire dal 31 dicembre 2020.

Da segnalare, inoltre, come le operazioni in controgaranzia presentino un più elevato tasso di mancata finalizzazione (27,6%), rispetto a quello registrato nei casi di intervento diretto del Fondo (16,6%).

Una recente novità che ha interessato l’istituto della controgaranzia è l’introduzione, a partire dal 15 marzo 2019, della figura del confidi autorizzato. Questi può ricevere una controgaranzia pari al 100% dell’operazione: vale a dire, il FGPMI ristorerà interamente la perdita della banca nel caso in cui né l’impresa beneficiaria finale né lo stesso soggetto garante di primo livello (il confidi appunto) siano in grado di adempiere alle proprie obbligazioni. Alla data di riferimento risultano 23 operazioni approvate dal Fondo secondo questa modalità, con il finanziamento effettivamente erogato in 12 casi (tutte le operazioni risultano in regolare ammortamento).

La durata media dei prestiti erogati con intervento del Fondo è di 53,6 mesi. Tuttavia, i finanziamenti agevolati presentano una durata molto variabile, oscillando tra tre mesi e 240 (ossia 20 anni). 

L'ammontare medio dei prestiti erogati con intervento del Fondo è pari a poco meno di 203mila euro a operazione (202.799 euro). Da segnalare come più di metà delle operazioni con esito positivo abbia ammontare pari o inferiore a 120.000 euro, e che un buon 21,4% di esse non superi la soglia dei 30.000 euro.

Tendenzialmente, le operazioni che, pur autorizzate dal Fondo, non sono poi state perfezionate, presentavano valori maggiori rispetto a quelle finalizzate (media: 313.218 euro). Da notare inoltre come la media dei finanziamenti erogati in controgaranzia (€109.077) sia nettamente inferiore a quella rilevata per le operazioni attivate direttamente dagli istituti di credito (€210.421).

Le Regioni più attive

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta evidenti squilibri sul piano della ripartizione territoriale.

Guardando ai valori medi, colpiscono i casi della Lombardia, che a fronte di un elevatissimo numero di operazioni si piazza al quinto posto in termini di importo medio del prestito, e delle Marche, al quinto posto per importo totale erogato – conseguenza di una media per singolo finanziamento tra le più alte d’Italia.

Di tenore opposto la Campania che, pur attestandosi al sesto posto per numero di operazioni, presenta un livello di finanziamento medio tra i più bassi, davanti alla sola Valle d’Aosta.

Da evidenziare inoltre il caso della Toscana, l’unica regione in Italia in cui l’accesso al Fondo è ancora consentito esclusivamente tramite controgaranzia: ne consegue un livello medio del finanziamento comparativamente basso (150.025 euro, 17° su 20) e che circa un quarto dei prestiti garantiti a startup innovative erogati in questa modalità a livello nazionale (95 su 375) è stato erogato in questa regione

Le startup innovative di Friuli Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige, infine, presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale: quasi il 30% delle imprese che siano mai state iscritte come startup innovative ha avuto accesso alla misura.

Le differenze nell’accesso al Fondo non sono spiegate soltanto dal diverso numero di startup innovative localizzate in un’area: in alcune regioni l’agevolazione è stata utilizzata da una quota di imprese molto più elevata rispetto alla media nazionale. Si evidenzia un notevole gap Nord-Sud nell’accesso allo strumento: le regioni del Nord superano tutte la media nazionale, mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno sono collocate o in prossimità o nettamente al di sotto di essa.

Le startup innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI

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